sabato 25 dicembre 2010
Buon Natale!
Che il Sol Invictus ci ispiri l'Arte del rinascere, del Vivere, dello Splendere e del Cuore.
Come disse Re Artù:
"Che Dio ci conceda la capacità di riconoscere il Giusto,
la Volontà di sceglierlo,
e la Forza di conservarlo. Amen!"
venerdì 10 dicembre 2010
Smargiassate - un po' leoni e un po' galli, semplicemente uomini

Come ho scritto anche nel post "Cedete lo passo": un punto fondamentale della psicologia maschile è questa cosa che può essere chiamata in vari modi, in una gamma che va da Onore a Orgoglio a Fanfaronaggine, ma il succo è: il Maschile necessita di preminenza, di competizione a buon fine, e soprattutto di soddisfazioni simboliche. Significa che, mentre il Femminile cerca la sua soddisfazione, la sua vittoria nelle soddisfazioni affettive/venusiane (della serie "Sarò anche meno giovane di te ma ancora mi guardano"), lo Yang, il Mascolino, cerca una soddisfazione che significhi Gloria, Vittoria, Rispetto. Basta osservare come, in Natura, le lotte fra maschi siano altamente ritualizzate: Edward Goldsmith (il padre del pensiero Ecologista) scrive di come in uno scontro fra due tori, di cui uno con un corno vistosamente spezzato, veniva rispettata stranamente una sorta di "simulazione teorica" di incornate, quasi fosse più importante l'esibizione scenica che non la mera efficacia delle armi. E direi: alla faccia del Darwinismo più ostinato! Anche fra lupi, è difficile che si ammazzino fra maschi: mentre le femmine aggrediscono per difesa o per fame (e allora vanno alla gola, e uccidono), due lupi tendono a stabilire una resa, ossia chi getta la spugna lo dichiara, punto. E va bene così. Perfino certe divinità maschili, nella Mitologia, si adirano e cercano prove di devozione che alla fine sono soddisfatte con gesti simbolici, da parte dell'Uomo, lasciando emergere l'indole bonaria del Dio che dice "Ok, mi adorate. E allora faccio rispuntare il Sole e l'Arcobaleno.". Insomma, tornando all'umano di tutti i giorni: siamo sbruffoni, che sia fra Samurai o fra borgatari. Questa tendenza non va soppressa, soprattutto nel bambino, che è istintivamente vicino alla natura mitica della Psiche, dell'Io, del Sé! Il bambino gioca agli eroi, non c'è niente da correggergli. Semmai, c'è da insegnarli a farne Onore e non vuoti atteggiamenti gradassi, o peggio prepotenza crudele. Ma ce n'è di strada fra queste cose, checché temano educatrici e maschipentiti: ad esempio, il problema del 'bullismo' sarebbe maggiormente risolto se i ragazzi avessero dei riferimenti virili nella loro educazione: vale a dire, NON qualcuno che dica al ragazzo
ma bensì, meglio:
La stessa parola "Bullismo" è inappropriata:
sabato 20 novembre 2010
"Ora, vi ho offesa!" - servire la Donna senza darle mai retta

- o fai troppo il galletto,
- o sei timido,
- o rinunci a corteggiare la più bella della classe pensando “non verrà mai con uno come me”, salvo poi vederla uscire per mano con un perfetto brutto, magari solo perché glielo ha chiesto!
- o ti fai scrupoli inutili;
- o pensi di essere stato stronzo per aver fatto soffrire una ragazza, e poi scopri che in realtà lei se la cava benissimo e diventa perfino amica della sua rivale;
insomma, tiri maldestri che ti insegnano qualcosa. E magari ricapiteranno anche in età diversa. Ma il più maldestro e frustrato di tutti è l’uomo che ‘dà retta’ a ciò che dice la donna, che prende a riferimento le sue parole, che prende alla lettera ogni cosa che lei dice. Può essere l’uomo che ci casca perché è intellettuale e ci tiene a non comportarsi da bruto, o uno che ha troppe amiche donne e rischia di sentire poco la “campana maschile”, o può essere uno che semplicemente si fida, prende alla lettera ciò che la donna dice. Quello è il più bisognoso di iniziazione. Può essere un soggetto, ma anche un piccolo archetipo, una parte di ogni uomo, che almeno una volta nella vita, capita a tutti di essere sfigati!
- Ѐ quello che a 16 anni credeva all’amichetta che parlava male del fighetto del gruppo (il poveretto le credeva, in realtà lei disprezzava per comprare);
- è quello che se lei dice “esco da una brutta storia, non voglio uomini” ci crede e non la corteggia;
- è quello che se lei dice “amo il tale”, si rassegna pensando “lei ama il tale”.
- Ѐ quello che si tiene le corna perché lei gli ha detto “l’amore è fiducia e io ho i miei spazi”.
Il malcapitato è frustrato due volte: una perché gli è andata male, e due perché oltretutto ha investito su una versione di se stesso che non lo ripaga: ha anche finto, per ottenere la sfiga!
Quest’uomo, quando capirà come funziona il gioco, o almeno ne afferrerà qualcosa, sentirà un grande senso di liberazione: inizierà a regolarsi sulla base dell’unica cosa che un uomo può garantire: il proprio desiderio di maschio, il punto di vista del maschio. Del punto di vista della donna, amico, impara a fregartene: sappilo, informati, rispettalo, ma che non sia il tuo. Lei fa la donna, lei se lo gestisce il suo ruolo, è nata per quello; tu fai quello che ti compete: mettici la tua testa, il tuo cuore, le tue palle. E vedrai come migliora la Vita! Non uscirai più, come facevi prima, portando per forza la donna artistica per musei fingendoti intellettuale, non asseconderai la femminista, non sarai l’ennesimo complimentoso con la bellissima (a meno che tu non lo voglia, s’intende); non penserai più che provarci significa mancarle di rispetto, e se non ci proverai sarà per altri motivi, un giuramento, un principio, ma non perché sia irrispettoso! Se lei si lamenterà che gli uomini sono rozzi, non ostenterai per forza quanto sei sensibile, perché saprai che distinguersi non significa essere “diverso dal maschio” ma anzi, ti distingui proprio se sai essere uomo! Col tuo stile, a modo tuo. Distinguiti con la tua mascolinità, non a dispetto di essa! Il Pierrot e il Cavaliere si distinguono entrambi: solo che il Pierrot si distingue DAGLI uomini; mentre il Cavaliere si distingue FRA gli uomini! E ovviamente, si distingue nettamente dal Femminile, altrimenti non potrebbe amare la donna. Magari, chissà, lei proprio conoscendo te, e vedendo che maschio non significa deficiente, ma tutta una serie di belle cose, si farà un’idea migliore. Se poi la principessa se la tira, pazienza. Byron disse che il suo segreto con le donne era “trattare le duchesse come serve, e le serve come duchesse” – è una provocazione, ma evidentemente viene da un uomo che sapeva il suo gioco. Di fronte alla frase “non so se uscire rovinerebbe la nostra amicizia”, o roba del genere, saprai cosa rispondere: tanto tu, lo so bene, per amicizia intendi l’amico con cui hai mangiato e bevuto e condiviso avventure, batoste, rialzate e risate, non lei che conosci da un mese e che si definisce amica perché ti ha aggiunto su Facebook, e fa storie per questo! Ma quale amicizia? Non farti rincoglionire, escici e baciala! Non sarai il consolatore leccaculo che le dà sempre ragione e che non fa che dirle "Sei meravigliosa, gli altri non ti capiscono, io sono quello che ragiona come te". Di fronte a “non sto più con lui ma lo amo ancora e quindi non me la sento di avere una storia” (fidati: iniziano a dirlo a 13 anni e a 50 ancora lo dicono), tu, finalmente risvegliato, potrai dire “Io a lui non lo conosco. Di sicuro parlo per me, e ti desidero, mi piaci, ho voglia di farti la corte”. Quando una donna dice "non voglio una storia", mente: ogni donna vuole l'Amore, vale sempre la pena di corteggiarla se ti piace! Gioca onestamente! Il resto è Destino, tu intanto fa’ la tua figura. Tutte le donne escono da una brutta storia. Tutte le donne hanno amato chi non dovevano. Tutte le donne ogni tanto stanno in crisi. Tutte le donne dicono di cercare il Principe Azzurro, o il Pirata, o l’Amico, o il Sensibile, o il Bello o il Brutto, ma quello è il carnevale delle loro fantasie, tu vesti il tuo. Tutte le donne dicono e non dicono. Ma anche, e soprattutto, tutte le donne vogliono un uomo che riveli carattere: su questo, sono tutte d’accordo. E fra tutte queste cose, questa è la più vera. E allora, sì che potrai servire la tua donna: perché il tuo “servirla” sarà la gentilezza del grande felino, e non la soggezione del timido.
Noi siamo qui, nell’arena del Torneo. Le donne sono sugli spalti. Il miglior modo di servirle è conquistarle, ogni Cavaliere lo sa.
venerdì 29 ottobre 2010
Deo Duce, Ferro Comite: il Senso del Ferro, e l'Oro regale.

L’Uomo è come il Ferro, la Donna è come il Vetro: il vetro regge sforzi prolungati, ma un colpo deciso lo frantuma; se ferisce, facile che si spezzi nel farlo (le donne quando si arrabbiano si arrabbiano anche perché costrette ad arrabbiarsi). Il Ferro invece è duro, squarcia e protegge, ma lo logorano cose apparentemente stupide come l’umidità, o gli sforzi prolungati. Per questo motivo, dico io, le donne partoriscono e noi uomini temiamo le convalescenze ma pure facciamo gli eroi e gli smargiassi: è la nostra “metallurgia psichica”. Noi siamo eroi di sfida, le donne sono eroine di resistenza.
E anche per queste affinità cosmiche, ci piacciono tutte le cose genericamente ferrose: le armi, le automobili, la meccanica, le corazze, la forgia…. Ma è anche dono del Cielo: il ferro meteorico è l'arma che gli Dei donano all'Uomo: la radice sider designa sia le Stelle (siderale) che il Ferro (siderurgico). In "Conan" l'Acciaio è proprio il dono di Crom, che gli Dei hanno lasciato sulla Terra. Altra nota importante è che l'Acciaio è Ferro e Carbonio insieme: come dire Ferro e Diamante: troppo carbonio lo rende fragile ghisa, ma la giusta quantità lo rende acciaio, lucente ed elastico, proprio come la nobiltà d'animo e l'Onore, se non è fragile superbia, rendono l'eroe splendido: "lucente" ed elastico oltre che forte. Diventa quindi amico del Ferro, entra nella "Fratellanza del Ferro", e Marte, che è la Spada ma anche l'Aratro che mette incinta la Terra, Padre Guerriero ma anche Fallo Generatore di Vita, ti farà scuola.
Ma altro metallo regale e solare è l'Oro: il simbolo del Sole (il punto cerchiato) e quello di Marte (il cerchio con la freccia) sono perfettamente sovrapponibili e integrabili. In un mito moderno, Iron Man (che è la versione tecnologica di un paladino in armatura, interpretato da un attore nato sotto l'Angelo dei Soldati e del Ferro) si attesta che l'armatura di Iron Man è di Titanio e Oro. Cosa sono

° il Ferro citato nel nome "IronMan" è il metallo di Marte e il Dono Celeste, abbiamo visto;
° il Titanio è un metallo durissimo, leggero, elastico e resiliente, ossia puoi piegarlo quanto vuoi, se ci riesci, ma lasciato torna sempre come prima;
° l'Oro è il metallo solare e regale (in Mesopotamia il valore economico dell'Oro e dell'Argento era commisurato alla proporzione fra anno Solare e Mese Lunare, ossia 365:28). Resiste agli acidi, è bello e duttile: quindi non è duro, è facilmente fondibile, ma è invulnerabile all'acido. Se spargessi acido su un tesoro mezzo vero e mezzo fasullo, resterebbe solo il vero oro! E' come il cuore nobile, amante e alieno alla cattiveria di un vero Re.
Quindi, prendiamo bene questi esempi: coltiviamo in noi l'Oro, il Ferro, il Titanio, l'Acciaio: facciamoci insegnare dalla Natura a essere Uomini.
La Scherma delle Parole e l'importanza della Strategia

Qualcuno saprà che il Libro dei Cinque Anelli (Go Rin No Sho) di Miyamoto Musashi viene studiato anche dai manager giapponesi, e anche da studenti e da chiunque voglia apprendere i principi strategici. Idem dicasi per altri trattati, come certi ottimi libri di Strategia più o meno antichi: da L’Arte della Guerra di Sun Tzu, ai 36 Stratagemmi sempre cinesi, ad alcune suggestioni di Fiore De’Liberi nel suo trattato Flos Duellatorum, al mitico Manuale del Guerriero della Luce di Paulo Coelho. E poi c’è Schopenhauer: nel suo L’Arte di Ottenere Ragione, non menziona spade o tecniche belliche, ma parla di Dialettica.
L’Arte della Spada ha molto in comune con la Dialettica: infatti ogni colpo ha una contromossa, ogni colpo teoricamente puoi portare, o parare: tutt’è eludere la lama dell’altro uomo, e colpirlo con la tua! E ricordare che a volte una spada può perfino ferire chi la impugna! E non limitare la tua mente in percorsi inutili, ma renderla il più possibile elastica, scattante e paradossalmente semplice. Che tu abbia ragione o torto davanti alla Verità, è materia di Dio e della Sorte: puoi essere uno spadaccino o un avvocato del Bene o del Male, ma che tu stia sostenendo la Verità o che tu la stia truccando, bisogna vedere quanto sei abile nella Scherma delle Parole.
Restare centrato sulla tua Verità, circoscrivere ciò che dici, dire quel che dici e non altro, non farti spostare la spada, o fartela spostare a tuo vantaggio, non dar troppo retta alla spada dell’altro, ma considerarla quel tanto che basta per evitarla - tutto ciò te lo può insegnare la Via della Spada. Che tipo è il tuo interlocutore? Ѐ uno che ha l’ultima parola perché alza la voce, o è uno molto espressivo, o confida molto in una sua logica specifica? Ѐ ideologico e ispirato, o è uno scettico che adotta la via del negare tutti i concetti? Conviene farlo parlare e portare all’estremo i suoi argomenti, o bloccarlo sulla partenza? Ha solo un argomento forte, o ha più corde al suo arco? Il terreno di scontro: su che terreno siamo, dove vuole portarci l’avversario e su quale conviene a noi batterci? Insomma, tutto ciò è Strategia. E vale per ogni situazione. Coelho dice, citando Sun Tzu: 5 cose sono fondamentali per un Guerriero: la Fede, il Tempo, lo Spazio, l'Amico e la Strategia. Se credi in ciò per cui combatti, se sai scegliere tempo e luogo (o ne conosci le qualità), se sai con chi sei alleato e conosci le tue strategie, l'Abilità è di certo con te.
martedì 28 settembre 2010
Corso di Spada a Roma: meditazione e fitness attraverso l'uso della Spada
ScorpionKing1@hotmail.it

mercoledì 22 settembre 2010
Leggenda Personale - qualche precisazione sul concetto di Destino

“Lei parla di cose biologiche, quindi il suo punto di vista è darwinista, non può parlare di Mitologia, anche perché la commissione si arrabbia. Quindi parliamo di ormoni e aree cerebrali?”
“Ma sì,” - dissi io – “io credo nell’azione degli ormoni.” (espressione rilassata della tutor) “Ma infatti gli ormoni sono veicolo degli Dei!” (occhi sgranati).
“Questo” - disse lei – “è meglio se lo omettiamo, in sede di laurea…”
E lo penso davvero, che siano ormoni o Dei, è lo stesso. L’Astrologia è chiara, su questo: la Luna è anche Seno, Latte, Acqua; Marte è anche Sangue, Ferro, Testosterone; e così via: Mitologia e Scienza sono tutt’uno, io posso studiare il corpo di una persona vedendo il suo Quadro Astrale, perché non c’è divisione in questo.
Ma anche parlando direttamente di Carattere:
anche correnti meno scientiste iniziano a ribadire il concetto di indole: psicologi modernissimi, come Hillman con la sua teoria della Ghianda, ma anche Watzlavich e Nardone: loro in certi passaggi rifiutano troppe dietrologie, e sostengono che il CARATTERE prevalga sugli eventi, su cosa ti succede, e che a determinare Chi Sei sia semplicemente Chi Sei, ed è quello che dà un senso agli eventi, che da soli non potrebbero tirarti fuori qualcosa che non sei. La coerenza interna di un carattere è predominante in confronto alla miriade di interpretazioni della Realtà: sei fatto in un certo modo, San Paolo era fanatico prima dell’Illuminazione, e fervido dopo: il suo carattere è fatto così. Tu sei la tua Vita, assapora il tuo Destino, e perfeziona il tuo modo di viverlo. Hai una Leggenda, hai un Destino eroico, vivilo.
E poi, e poi, vedrai: sequere Deum, Fata viam inveniunt: il tuo Destino ti cerca, tu lo crei e lui si fa creare da te, crea insieme a te, si fa trovare, ti viene a chiamare…. certe cose ti vengono a cercare, gli amori, le cose vere, le passioni vere. Come in Sliding Doors, come in The One , come in Prince of Persia, come in Vi presento Joe Black , un amore può trovarti qualunque strada tu prenda. Come in Star Wars, la tua indole e il tuo Destino si riveleranno sempre tutt’uno.
Allora, non ha senso interrogarsi se sia la Società, il DNA o l’Inconscio a fare di noi ciò che siamo: gli Antichi si facevano bastare l’idea che esiste un Destino, e che la nostra Leggenda possiamo viverla orientandoci col nostro Cuore, e che, come disse qualcuno, “Caso è lo pseudonimo del Fato quando preferisce non firmare”.
domenica 8 agosto 2010
La differenza fra Selvatico e Ambientalista


sabato 10 luglio 2010
Violenza o Non Violenza


venerdì 2 luglio 2010
La parola "Libertà"

e ovviamente Angelo della Ribellione contro i tiranni. Ideale per parlare di Libertà.
Paulo Coelho dice: "il Guerriero della Luce non cade nella trappola della parola 'libertà'.", e coglie un punto essenziale. La libertà che viene sciorinata oggi è una serie di cose che con la Libertà maiuscola hanno ben poco a che vedere: innanzi tutto, l'Indifferenza. Quando la società moderna ti dice che hai diritto alla tua privacy, sta dicendo "Fatti gli affari tuoi, basta che non disturbi". Non è niente di che, in fondo: te lo spacciano come un diritto, ma è il tuo diritto all'indifferenza.
Secondo Luciano De Crescenzo, esistono culture dell'Amore e culture della Libertà, prendendo le mosse da un'idea di un filosofo tedesco ma precisando che "libertà" in questa concezione sta per privacy, un termine asettico che in Italiano nemmeno esiste, tanto dev'essere alieno alla cultura mediterranea. Nelle culture d'amore, gioie e problemi vengono dall'eccesso di vincoli affettivi, familiari, dalle ingerenze affettive nella vita di tutti (dalla solidarietà familiare alla Mafia, allo spirito viscerale della simpatia italica); nelle culture di libertà, gioie e problemi derivano dall'eccesso di diritti individuali, arbitrio senza ingerenze, e democratizzazione delle cose, dal sesso nei parchi alle droghe leggere alla rotazione dei ministri che mantiene impersonale la poltrona politica. Sebbene in entrambe le società ci siano problemi, è pur vero che OGGI, la maggior parte dei problemi non deriva più da tirannie affettive ma da disorientamento dovuto a libertà-indifferenza. E' la retorica de "i miei spazi", una retorica ideata da soggetti poco generosi e con la coscienza sporca, che più nascondono meglio si sentono. La libertà intesa come privacy è sempre in qualche modo nemica dell'Amore: nel momento in cui hai un figlio, un'amante, una moglie, un marito, un parente amato, non sei del tutto libero di fare come ti pare (ad esempio nel caso del figlio) e non lo lasci libero su tutto perché non sopporti di perderlo (ancora il figlio, ma pure la moglie, l'amico che vuoi salvare dalla droga, la fidanzata o il fidanzato, ecc.). Come dice Gibran, "sei libero davanti al Sole, alla Luna e alle Stelle, ma mei servo di chi ami, perché lo ami.". Inutile discutere sui cavilli della libertà, amici: il Selvatico sa che, per quanto concerne il suo Vocabolario, Libertà è il suo Errare impetuoso e appassionato, e Amore è la Legge e l'Anima del Cuore, è la Passione che muove tutto. Niente questioni verbose, per l'Uomo dell'Antico Codice: la Vita è così e non c'è da lagnarsi, esistono libertà ed esistono vincoli, così come esistono le forme delle cose: un cerchio è un cerchio perché non è un quadrato, essere qualcosa o fare qualcosa implica spesso non essere e non fare qualcos'altro. Si chiama Responsabilità. "un forno aperto non cuoce il pane", dice sempre Coelho citando un proverbio. E "il Guerriero della Luce è libero nei passi e schiavo del proprio Sogno". Il Guerriero, finché ha sulle cose l'opinione del suo Cuore, è sempre un uomo libero e un uomo vivo. Se sulla sua strada incontra un re, si pone da uomo a uomo nei suoi confronti: non ha pregiudizi sul Potere, ma giudica in base al proprio senso intuitivo dell'Onore. Il Selvatico non si cura di astrazioni inutili, di sterili dibattiti, di burocrazia dei rapporti! E laddove la parola Libertà ha un senso che parli alla sua Anima, eccome se la difende: a suon di ferro, puoi giurarci.
martedì 29 giugno 2010
Educazione Sessuale

giovedì 24 giugno 2010
Gli Animali Guida



martedì 22 giugno 2010
Guerriero e Gentiluomo


giovedì 13 maggio 2010
Le salubri Leggi del Guerriero


lunedì 26 aprile 2010
Il Duello - introduzione

venerdì 23 aprile 2010
Lo Stile: che Guerriero sei e come orientarsi


Il Tema include anche l'Angelo di Nascita, per cui alcuni Angeli natali inclinano maggiormente verso la Combattività. Parleremo magari in un altro post degli Angeli Guerrieri, è un argomento consistente e che merita un post a parte.
Nel Tema di Nascita, la posizione di alcuni Pianeti rivela che tipo di Guerriero si è, quali sono le doti, i difetti, le inclinazioni psicofisiche di un individuo. Ad esempio la posizione di MARTE può rivelare qualcosa su come funziona la nostra aggressività, e quindi che tipo di stile ci conviene adottare o scoprire. Bata un qualunque programma di Astrologia o un libro, per trovare il proprio Marte di Nascita. Se poi avete conoscenze un po' più ampie, potete guardare anche che aspetti forma Marte con gli altri Pianeti: Marte trigono a Luna, Marte quadrato a Luna eccetera. Sono termini tecnici, intanto basti sapere in che Segno sta. Nella lista che segue parlo di "Marte in...." intendendo ovviamente anche non solo Marte, ma pure forti valori in quel Segno o forti valori collegati. Ad esempio un Marte in Ariete ma supportato da forti aspetti con Saturno e Urano somiglierà un po' anche a Marte in Capricorno. Una persona che ha 4 pianeti in Scorpione, ma non Marte, avrà comunque qualche tratto anche di Marte in Scorpione. Un Marte trigono a Sole somiglierà anche a Marte in Leone. Così come una persona dei Pesci avrà qualcosa anche di Marte in Pesci, anche senza avere Marte lì.
MARTE IN ARIETE: è un Marte puro, da Torcia Umana dei Fantastici4, da corridore di Formula1. Una persona con Marte in Ariete, o forti valori Ariete, o col Sole in Ariete (i Segni caratterizzati da Marte lo manifestano anche avendo semplicemente il Sole, cioè il giorno di Nascita, in quel Segno), è facilmente portato per gli stili marziali più aggressivi e dinamici. Bene il Kendo, per quanto forse può trovarlo troppo rigido, monotono e disciplinato. Benissimo il Karate, la Boxe, la Kickboxing. Inoltre, ottimo per le Vie idealistiche, come la Cavalleria in sé per sé e le forme guerriere intese come Crociata personale.
MARTE IN TORO: l'Aggressività perde espansionismo aggressivo e diventa la difesa del giardino di casa. Marte in Toro, o il Toro in generale, vuole una grossa clava da battere sul palmo della mano davanti all'uscio domestico! Lo ha Bruce Willis, che è sì eroe d'Azione nel cinema, ma fateci caso, difende sempre la sua famiglia, la figlia, il nido, da padre premuroso. Buono il Judo, che richiede forza massiccia e non necessariamente scatto muscolare, dacché questo Marte non conferisce di per sé una muscolatura velocissima ma sicuramente forte, magari più da contadino prestante che da palestrato capace di grandi sacrifci dietetici e disciplina. Perfetto per l'approccio marziale da Judo "Io non mi muovo, sono una roccia, ma spostando un po' il baricentro faccio cadere a terra te e ti immobilizzo.".
MARTE IN GEMELLI: braccia, braccia, braccia! Tyson ha Marte in Gemelli, e anche alcuni maestri di Karate che conosco. Marte in Gemelli è tutto fiato e braccia veloci, buono per la Boxe e per i virtuosismi vari (WuShu acrobatico, Kali velocissimo, Gatka, Tiro con l'Arco....). Evitando però gli stili "massicci", e gli stili che richiedono troppa costanza di disciplina e allenamento. Bene il Tai Chi o il Kung Fu per via del Taoismo intrinseco. Buono anche per la speculazione sugli aspetti mentali e filosofici delle Arti Marziali. Per quanto riguarda l'approccio all'essere Guerriero, sicuramente più nomade e furfante che Cavaliere!
MARTE IN CANCRO: è difensivo e penalizza la muscolarità pura. E' il Marte dello scrittore-coraggio, del difensore dei deboli che è sensibile e poetico lui stesso. E' il Marte materno-difensivo, che può anche scatenarsi ma come fanno le femmine degli animali per proteggere i cuccioli. La spada la impugna giusto se lo vede come un gesto stilnovista. Buono per il Tai Chi, per gli stili fluidi e che richiedono morbidezza di movimenti. Anche se esistono casi in cui la nota corazzatura Cancerina impone ostentazione di forza, allora avremo il Cancro o il Marte in Cancro boxeur. culturista o agguerrito kickboxer - salvo poi essere gentile e Yin sotto! Non escludo inoltre la categoria del Guerriero Patriottico, che per quanto possa massacrare nemici, in fondo sempre una Casa e una Mamma difende. Altra versione: il praticante che, a prescindere da che stile segue, vede nel Dojo, nella Scuola Marziale, una casa.
MARTE IN LEONE: poco agonistico, molto esibizionista. E' forte e primeggia pure facilmente, ma lo stressa per principio il competere: meglio puntare su Scherma Scenica, Iaido, WuShu, Tai Chi: deve essere ammirato, e competere il meno possibile, e dar sfogo ad una immensa Energia vitale.
Inoltre, questo Marte è ottimo per tutto quanto concerne l'aspetto cavalleresco del Guerriero: il blasone, la Gloria, distinguersi per Onore e Lealtà....
MARTE IN VERGINE: ambiguo e complesso: un Marte non spiccatamente virile, ma pronto a diventare un grande tecnico. Magari non sarà Cavaliere in sé per sé (il più delle volte è troppo pragmatico e razionalista per essere un paladino), ma se si interessa, poniamo, di Scherma, saprà tutto del periodo storico a cui si ispira, e sarà realista nella scelta di costumi e stili di allenamento. Avremo quindi il marzialista scrupoloso, che si allena sapientemente, e magari associa alimentazione omeopatica e vitamine alla pratica marziale. Buono per le arti cinesi: Kung Fu e affini. Molti attori d'azione fisicanti e attenti al corpo hanno questo Marte qui: Sam Worthington e Brian Bosworth per dirne due.
MARTE IN BILANCIA: un Marte non-violento ma feroce nel difendere Equilibrio e Giustizia. E' perfetto per l'Aikido, dove la circolarità e la non-forza atterrano l'assalto violento. Buono anche per tutte le Arti Marziali estetiche, come lo Iaido, lo Shitaido e dove occorre destrezza elegante.
Buono anche per la forma fisica e la muscolarità esteticamente regolata. Fisicità si, ma col kimono pulito e un bel movimento: niente bestialità. E molto interesse per lotte sociali e principi morali nei rapporti interprersonali: l'Etichetta, il Rispetto, la Gentilezza, la Giustizia sociale. Consiglio l'esercizio a coppia.
MARTE IN SCORPIONE: è un Marte micidiale, che agisce anche se si ha il Sole nel Segno, in quanto è già di per sé segno marziano. Evoca l'immagine dell'assassino tremendo, quello che, come il Ninja o l'Assassino Arabo, uccide in modo astuto ed efficace. Mi viene in mente Bill di Kill Bill. Se prevale la nota misteriosa, avremo appunto il Ninja o l'esperto di tattiche di guerriglia (Krav Maga, sistemi di combattimento da Esercito), se prevale l'istrionismo avremo le Arti più pittoresche, come il Kendo coi suoi mascheroni antichi o la Scherma Medievale col suo sapore ferroso di Secoli Bui! Inoltre, essendo un Segno errante per natura, anche l'idea del Cavaliere Errante può addirsi a questa posizione, che sia occidentale o anche Nomade del Deserto.
MARTE IN CAPRICORNO: è un Marte duro, micidiale e spietato, come Pai Mei. Ha in questo Segno la sua "esaltazione", cioè un patrocinio speciale. Ricorda Ghemon, i Samurai, i guerrieri che fra ferocia inflessibile e gesti tecnici arrivano a massacrare i nemici uno dopo l'altro. Ottimo per le Arti Marziali giapponesi, in quanto il Giappone è un popolo Capricorniano, ma in fondo anche il cinese 'Kung Fu' vuol dire Duro Lavoro, molto capricornianamente. Ma in generale è ottimo per tutte le Arti Marziali, anche per la Boxe, dato che spesso conferisce una muscolatura possente un po' da montanaro. Fra l'altro il Capricorno è associato all'Antico, all'Antiquariato, e potrebbe inclinare proprio al gusto delle armi antiche in sé. Unico neo, forse non brilla per fluidità ed elasticità, è un Marte da muscoli duri, tutto acciaioso, un po' Robocop: poco danzatore e molto netto. Come dice il motto del Karate: un colpo, una morte. Svariate le icone d'Azione con questo Marte.
MARTE IN AQUARIO: è un Marte che perde ferocia egopatica ma non perde crudeltà e attivismo: è il Marte dei ribelli, il che va dal Davide con la fionda al terrorista ideologico. L'unica via adatta, fra le Vie guerriere, per questo Marte, è forse la concezione orientale del Marziale. Nel Tai Chi, in qualche Arte esoterico/gimnosofista, questo Marte può trovare quel mix di stravaganza filosofica, olismo e ricerca interiore che lo soddisfa. Buono per la NonViolenza.
MARTE IN PESCI: un Marte che ha solo due scelte: o si sente e si accetta soft, poetico, poco aggressivo, oppure si trova un modo ideal/fiabesco per esprimersi. Avremo quindi o il mistico della Non-Violenza, o il Marzialista Spirituale (quello che dice che l'obiettivo è vincere Se Stesso), o il Cavaliere che agisce per romanticismo puro. E' molto relativo in base anche al resto del Tema, ad esempio un Pesci con Marte in Ariete, o un Ariete con Marte in Pesci, conteranno su un misto di qualità con un'aggiunta di Azione e Coraggio al carattere Pescino.
mercoledì 14 aprile 2010
L'Imperatore

1) Tutti gli esercizi e gesti che curano il I Chakra hanno in comune la presenza fisica, l'istintività e il possesso: gambe potenti, gesti netti, artigli che ghermiscono il suolo e la Vita. Se un esercizio ti fa sentire il sangue bello caldo e vigoroso nelle vene, e magari anche una certa eccitazione o allegria sessuale, stai agendo col I Chakra.
2) Gli esercizi al femminile, che vanno a interessare anche il II Chakra, sono morbidi, sensuali e comunicano un senso di più placido possesso del suolo e delle energie vitali.
3) Gli esercizi e i gesti di III Chakra sono tutti connotati da assertività, potenza, dominio.
4) Riscaldandosi prima, con un po' di ginnastica, l'esercizio funziona meglio.
5) le frasi di potere dell'Imperatore sono tutte assertive e sessualmente vigorose: ad esempio "Questo è mio!" - o "Io metto incinta la Vita!".
6) Nella pratica della spada con questa Forma, si deve entrare mentalmente nella dimensione della Tigre, del Leone, del Toro selvaggio se preferite, del'Ariete, del Lupo, della belva selvatica. Si deve immedesimarsi in un'Energia primitiva.
7) Formulare desideri prima dell'esercizio indirizza le energie verso una direzione voluta.
venerdì 9 aprile 2010
I Chakra della Donna e dell'Uomo: accenni tecnici

