sabato 29 ottobre 2011

Antico Codice - discussioni su FB

Cari amici, per avere maggiore agilità di discussione, e quel dialogo serrato e di facile reperibilità che è tipico di Facebook, vi annuncio la creazione della Pagina FB "Antico Codice - La Chat Rotonda": gli articoli qui ci saranno sempre, ma ne discutiamo colloquialmente su FB, sia per scritto sia per video. Specie laddove troviate qualche problema di inserimento e di botta/risposta.
Vi aspetto!
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Il Duello - regole

Noi fedeli all’Antico Codice sappiamo che le soluzioni barbariche hanno un doppio vantaggio: non sono trovate da ignoranti (in una visione molto fessa della Storia, lineare, dal più coglione al più evoluto solo col fattore Tempo! Una vera visione limitante, come se moderno equivalesse per forza a migliore), ma sono trovate ancestrali, tese a rendere onore all’Istinto e alle Leggi dell’Anima.
Contrariamente a quel che si può pensare, infatti, il Duello risponde ad un’esigenza psicologica nobilissima: quella di dirimere una contesa in un modo che è al contempo concreto e simbolico.
E va al Cuore, senza preamboli.
Oggi viviamo in un’epoca che più che civile, democratica o evoluta, è burocratica: se trovi tua moglie a letto con un altro, devi fare tutto un giro astruso: discussioni morbose sul rapporto con tua moglie, psicoterapia di coppia, esami di coscienza, litigarci o non litigarci, trasmissioni in TV che parlano per l’ennesima volta del tradimento, ecc.. Se uno ti dice “stronzo” c’è la denuncia per insulti, turpiloquio, tutta una tiritera di cavilli sui diritti della persona, la buona educazione, la privacy ecc.. E così di seguito.
Perché “siamo civilizzati”?
No, perché è roba burocratica, e perché al Moderno piace parlare a vuoto e non va al sodo.
L’uomo antico, invece, non stava a cavillare su valori strani: se trova sua moglie a letto con un tizio, sa benissimo che il punto della questione non è farsi un esame di coscienza sul rapporto, ma una bella catarsi simbolica. A lui non frega proprio niente di stare a sentire la terapia di coppia, ha le corna e vuole dare una lezione all’altro. Ha ragione? Ha torto? E chi lo sa. Vuole dimostrare qualcosa. Fosse pure con modalità rituali, puramente simboliche. In fondo, anche lo Sport è così.
Anche fra gli animali, i duelli fra maschi della stessa specie sono ritualizzati, raramente mortali.
So di essere provocatorio, ma intendiamoci: se fosse reintrodotto il Duello con armi finte (spade di gomma, pistole a pittura), puramente rituale, molti problemi, liti e fisime sarebbero risolte.
“E perché dovremmo affidare alla Violenza il Diritto?” – chiederà il legalitario;
“Perché le cose o le fai o non le fai!” – rispondo io – “Non è che puoi vivere senza responsabilità, difeso dietro valori astratti. Se ti sta sulle palle un nemico, assumiti rischio e sfida! E se perdi, hai perso. Boh, vendicati, riprovaci dopo un anno, allenati, basta che non rompi le palle con complicazioni varie e soprattutto che non maceri le tue emozioni da frustrato. Sii spontaneo! E poi attenzione: non è violenza, ma Valore, il che è nettamente superiore. Ѐ Istinto ed è Fare Anima.”

E vediamo quali sono le regole del Duello, perlomeno per come le ha redatte nel 1836 il Conte di Chateuvillard in un suo manuale cavalleresco per duellatori:

L’OFFESA

Uno ti offende. Per una serie di motivi e circostanze: magari ha dato della troia alla tua ragazza, o ti ha detto che non vali niente davanti a qualcuno a cui tieni, o boh, un qualsiasi insulto. Se ritieni di essere offeso al punto di esigere un duello, si dichiara la cosa.
E l’altro, bada bene, è liberissimo di non accettare.
Una nota interessante merita l’usanza famosa di sfidare menando in faccia il guanto, che indica il presentarsi a mano scoperta, cosa che facilita il leale riscontro di una ferita alla mano, sufficiente per l’esito di uno scontro al primo sangue. Indica pertanto lealtà e affrontarsi senza tema di graffi.

PREPARAZIONE

La lettera di sfida va consegnata massimo la sera stessa o l’indomani, dato che il duello per legge deva avvenire entro 48 ore dall’offesa. Si invia la missiva all’offensore, e si scelgono due testimoni, specialmente se il duello è di sciabola (per lo stocco basta spesso un testimone). Si sceglie appunto l’arma (Spada, Stocco, Sciabola o Pistola), e si comunica ora e luogo dell’incontro.
Se lo sfidato rifiuta, questo equivale ad un sottrarsi allo scontro, e sarà quello il verdetto annotato, con eventuali motivazioni: perché le sfide sono di varia entità e natura, e soprattutto lo sfidante e lo sfidato sono di varia natura. Esistono tanti modi di accettare o non accettare un duello: c'è la controsfida (cioè rifiutare il duello lanciando una diversa sfida); la resa (ammettere di aver torto o di aver paura); il disprezzo (snobbare la sfida reputandola indegna); e così via. L'Onore è una cosa che si misura col cuore, e un uomo può esprimerlo in varii modi.

PRESENTAZIONE

Ogni duellatore deve presentarsi puntuale con i suoi 2 testimoni, l’arma regolamentare (ispezionata dai testimoni) e farsi perquisire dimostrando di indossare una semplice camicia senza niente sotto, e abiti privi di insidie, protezioni e armi nascoste. Opporsi a questo, significa rifiutare il duello.
La presentazione, non deve durare più di 10 minuti, dacché non devono passare più di 10 minuti dall’orario pattuito, o comunque dall’incontro. Tutto è molto “a caldo”, nel Duello.

CONDIZIONI E REGOLE

Si stabilisce prima se il duello sarà al primo sangue o all’ultimo sangue: se cioè basterà un graffio o se sarà necessario un colpo “mortale” (vero o per finta che sia) per determinare l’esito del duello.
Per questo l’uniforme da Scherma è bianca: per mostrare subito il primo sangue.
Ѐ vietato
• mancare di rispetto alla parola data: se l’avversario chiede pietà per la famiglia, o chiede che il suo corpo venga lasciato ai suoi cari in caso di Morte, o se chiede di essere lasciato in pace dopo il duello comunque vada, o se pattuisce altro, e gli si dà la parola, è grave viltà mancare poi alla parola data;
• colpire l’avversario caduto, arreso, disarmato (se non fa parte di una tecnica subitanea, che disarma e colpisce insieme) o comunque inoffensivo;
• colpire alle spalle il vincitore mentre va via;
• colpire alle spalle l’avversario arreso che sta andandosene dichiarandosi sconfitto o ritirato;
• infrangere una condizione del duello: ad esempio, continuare a colpire dopo il primo sangue, o infliggere un colpo che era stato pattuito in partenza come basso, vietato o scorretto;
• infierire, come abbiamo detto, però è permesso ovviamente continuare a difendersi se il ferito reagisce contrattaccando irosamente: cioè, in quel caso sarebbe il ferito a non rispettare la regola.

ARMI

Le armi classiche da duello sono Spada, Stocco, Sciabola e Pistola.
Cioè una spada che taglia e trafigge (tipo medievale o giapponese o cinese, insomma una spada classica da cavaliere), una spada che agisce solo di punta (stocco), una che fende prevalentemente di taglio (sciabola) o la pistola (classicamente, quella a pietra focaia, a un sol colpo, o la Colt western). Se però i duellanti vogliono un’altra arma per motivi simbolici, anche bizzarra, come un bastone, un cucchiaio o qualsiasi altro strumento, devono pattuirlo e spiegarlo agli arbitri.

REGOLE PER LA PISTOLA

Con la pistola si può duellare in vari modi, rigidamente codificati, sempre a una distanza compresa fra i 15 e i 35 passi l’uno dall’altro. Ad esempio si può duellare DA FERMI (uno spara, e se non ha colpito l’altro o se quello è leggermente ferito e vuole rispondere deve attendere che l’altro spari).
Oppure AVANZANDO (a marchèr), o su LINEE PARALLELE, o secondo le regole del WEST battendosi su tempo e precisione, istintivamente, o dandosi le spalle per poi girarsi al comando dell’arbitro. In ogni caso, le regole (molto raffinate e raffinabili) vanno pattuite prima, eventualmente con condizioni ben precise che i duellatori dovranno accettare pena l’accusa di assassinio in caso di uccisione dell’altro fuori regolamento.

CONSIDERAZIONI FINALI

Oggi, il Duello nobilmente inteso non è contemplato dalla legge, ma potrebbe benissimo essere una forma sportiva: in fondo la legge accetta che due pugili si spacchino la faccia sul ring, spesso con gravi ripercussioni sulla Salute a lungo termine – perché non dovrebbe accettare che due si sfidino a colpi di spada di bambù, o di gomma, o di paintball? E lo farebbero con nobili regole romantiche.
Mica robetta.
Meditate gente! E sempre Forza, Amore e Onore!

giovedì 13 ottobre 2011

Nolite timere

Nolite timere, Antico Codice non perit!

Sto preparando nuovi post e avremo belle schede e articoli vari su duelli, cavalieri, arme et amori. Antico Codice vive!


Subito di seguito avremo:

* un post sulle regole del Duello

* post di attualità

Forza e Onore amici!

sabato 2 luglio 2011

Coltivare e Allenare l'Energia Sessuale

Bisogna aver cura della propria Sessualità, non solo curarla nel senso terapeutico del termine. Se nelle donne la cura del Sesso riguarda soprattutto l'attenzione ai ritmi psico-biologici, alle fasi Lunari, ai richiami sottili del Corpo, per noi maschi la cura del Sesso richiede perizia, rispetto per la potenza dell'Istinto, ed un aspetto squisitamente "dinamico", cioè la coltivazione e il buon uso dell'Energia. Dinamico nel senso, anche, di "dinamo", ossia la carica che si dà a una batteria per polarizzarla bene. Infatti il sesso maschile ha un importante aspetto di accumulo/emanazione di Energia, che i genitali femminili non hanno, o hanno in modo diverso. Il Seme è l'Essenza dell'Energia Yang: questo fluido incredibile è composto di sostanze di elevatissimo potere biochimico, contiene proteine, minerali, zuccheri, e una grande quantità di ATP, di Energia cellulare - basti pensare a quanto si muovono gli spermatozoi, e quella dynamis chi gliela dà, se non l'uomo stesso? Gliela diamo noi. E' ATP nostro, è dell'organismo maschile, è carica dell'uomo. Non stupisce che gli Antichi abbiano attribuito tanto potere, e abbiano espresso tanta cura, per il Seme. Dagli Yogi ai pugili, tutti sanno del suo potere. Skanda, il Dio del Seme indiano, il Dio della Guerra, chiamato Lo Zampillante, perché associato all'eiaculazione ma anche ai suoi prodigiosi salti in combattimento, è proprio espressione di questo binomio, Seme-Guerriero. Addirittura, è scientificamente provato che nello Sperma c'è molto Zinco, metallo che funge da catalizzatore per l'assimilazione del Testosterone ai tessuti: come fa l'Insulina con lo Zucchero, per intenderci.
Sono stati condotti molti esperimenti, ad esempio, sulla regola per cui Sesso e Sport attingono alla stessa riserva di Energia Yang: i risultati appaiono a vlte contraddittori, ma ad un più attento esame non è così. Infatti, alcuni studi dimostrano che sì, dopo un bell'amplesso i valori di Testosterone aumentano, ma è logico: come a dire: se sei a digiuno, un pacchetto di crackers a Mezzogiorno non ti sazia, anzi ti aumenta la fame. Ma ciò non dimostra che "il cibo non sazia". Dipende dalla proporzione fra cibo e fame: poco cibo aumenta la fame arretrata, ma molto cibo la sazia. Allora stesso modo, un solo amplesso prima della gara certo, aumenta ormoni e buonumore, ma a patto di contare su una bella riserva! Quindi, Sport o no, vale la regola generale che Azione, Seme e Vitalità sono collegati. E lo sono biunivocamente: più Zinco aumenta il Testosterone, più Testosterone aumenta la produzione di Seme. E' un circolo virtuoso, come l'Ossitocina per la Donna. L'uomo che vuole centrarsi bene sulla propria Natura deve necessariamente trovare il SUO modo di vivere la Sessualità e coltivarne l'Energia. Anche il Tema Astrale ovviamente aiuta in questo: dal Tema si evince che tipo di Sessualità ha una persona. Un uomo con Marte in Vergine, ad esempio, magari trigono a Urano, sarà un genio della Tecnica ma nulla a che vedere con la passionalità pura di uno con Marte e Plutone in Scorpione sestile alla Luna, o a Giove. Per esempio. Trova dunque la tua Sessualità.

giovedì 9 giugno 2011

L'Allenamento

Siamo nei giorni dell'Angelo dello Stress, per cui vien bene scrivere qualcosa su una pratica che ha molto a che fare con lo Stress: l'Allenamento. Stresso vuol dire "provare, far reagire a condizioni che mettono a dura prova": secondo il pioniere degli studi sullo Stress, Hans Selye, infatti, la definizione psicologica di Stress è "Sindrome Generale da Adattamento". E' il famoso coping, ossia, far fronte all'evenienza, reagire sensatamente, utilmente.

Tutto ciò che è Forza, che è Yang, che è Potenza, si allena mettendolo a prova, facciamo l'esempio dei muscoli e del combattimento:

PRINCIPIO DI 100-60: perché nella realtà della lotta è piena di fattori imprevisti e di adrenalina, di improvvisazione e di colpi impoderabili, per cui bisogna sempre allenarsi "100" per poter ottenere almeno un buon "60" al momento dello scontro reale.

PRINCIPIO DI RIPARAZIONE: i muscoli crescono e si rafforzano non solo perché il sistema nervoso si abitua a calibrarsi su un registro superiore, ma anche perché, provati duramente, i muscoli si sfibrano a livello microscopico, e il processo di riempimento e riparazione li ingrossa. Mettere alla prova = Rinforzare.

PRINCIPIO DELLA TECNICA E DELLA SPONTANEITA': il Principiante è genio spontaneo ma manca di tecnica; l'allievo perde spontaneità e inizia a memorizzare le tecniche; l'allievo esperto padroneggia la tecnica e ritrova i riflessi spontanei; il Maestro è genio spontaneo come il Principiante, e le tecniche le ha così automatizzate da non doverci più pensare troppo. Automatizzare soddisfa sia questo principio, sia quello di "100-60", perché pone la perfezione del movimento "pulito" al servizio dell'urgenza istintiva. La miglior Tecnica è in ogni caso quella elastica e che dà un buon supporto all'Istinto.

PRINCIPIO DELLE POTENZIALITA': quando ci si allena si impara a tirar fuori da una situazione (una presa, un pugno, una zuffa) tutto quel che si può estrarne, ed è sempre molto! Si impara a non incastrarsi su aspetti inutili, e ad agire/reagire in modo utile e sorprendente.

STRATEGIA: ovvio che il miglior guerriero in battaglia è quello che pianifica l'azione, come dice anche Paulo Coelho. A volte, la Strategia sfrutta dei paradossi, come il fatto che avvicinarsi al pericolo consente di gestirlo meglio, come vedremo nel post dedicato alla Corrida.

REALISMO: "la lama si affila sulla pietra, l'uomo su un altro uomo". Niente può sostituire del tutto l'allenamento con gli altri: in battaglia troverai sempre uomini, mai sacchi.

Questi sono alcuni esempi per capire a cosa serve l'Allenamento.

Un buon allenamento deve essere completo:
deve includere cardio, esercizi ripetitivi, circuiti a tappe, misurazione del battito cardiaco, tecniche codificate, e prova pratica coi compagni. EVITARE, sempre, cose inappropriate al livello dell'allievo! Ad esempio, il combattimento può essere fatto provare al principiante come esempio di realtà pratica, ma all'inizio solo per quello. Se no, li metti a far cose scoordinate, senza senso: vedi ragazzini che si tirano i capelli, spadaccini timidi che combattono con le braccia eccessivamente tese in avanti, ecc. No. Tecnica e Pratica. E l'Energia, è ovvio, è la Passione. Prima si automatizzano le tecniche (pulite, benfatte, a ripetizione, con una geometria cinestesica), poi le si applica "in mischia". Non va trascurato ne' un aspetto, ne' l'altro. Così come c'è tutto un "galateo" della pedagogia marziale: evitare ostentazioni, dissuadere i montati, insegnare ai giovanissimi ad apprendere - locuzione curiosa, insegnare come si apprende! Nel senso che con un buon metodo si apprende subito, proporzionalmente alle inclinazioni dell'atleta, così come con una buona dieta i risultati si vedono, proporzionalmente al fisico e alla vita del paziente. Stesso principio. Sul galateo dell'allenatore, consiglio il riferimento al testo di Locantore e Maccaro "MGA - Metodo Globale di Autodifesa", e "la Via della Strategia" di Lovret.

sabato 4 giugno 2011

La Legge e l'Io - parte I

Nel film Cobra, un classico dell'Azione anni '80, Stallone risponde così al criminale che nomina i cavilli giuridici che lo avrebbero dovuto scagionare: "Qui la legge si ferma e comincio io". Ovviamente, il cattivo poco dopo finisce bruciato vivo, e Stallone se ne va in moto con la bionda.
Ma quella frase è grandemente veritiera: esiste di base, un rapporto preciso fra il concetto di Legge, e l'Io. Se per Io intendiamo l'Io Solare, eroico, epico, vediamo anche nell'Astrologia che i 4 Segni marcatamente Maschili (Ariete, Leone, Scorpione e Capricorno) hanno tutti un preciso rapporto con l'idea di Legge, e non rispondono all'idea del "bravo obbediente":

* L'Ariete (Marte, Plutone e Sole) è caporalesco e gerarchico, ma indomito e diametralmente opposto alla legalitaria Bilancia (Venere e Saturno): nell'Ariete, che è il primo Segno attivo e Yang dello Zodiaco, Saturno-Legge è addirittura in caduta, ossia nel suo svantaggio.

* Il Leone (Sole) è Re, ma il Re è arbitrario, individualista, equo e giusto solo se per carattere è portato alla Giustizia, come Artù. Di certo, non è collettivista e diffusivo come l'opposto Aquario.
* Lo Scorpione (Marte, Plutone, Mercurio) è aggressivo e indomito, e spiccatamente portato all'idea di nomadismo guerriero, in antitesi alla massiccia staticità del Toro, Segno economico, terriero, nutritivo-matriarcale-tellurico.

* Il Capricorno (Saturno, Urano e Marte) è l'Adulto, il Rigido, opposto all'Infantile-Cancro, ed è un Segno mascolino ma portato, per via di Saturno, alla Legalità. Che però in lui non è legalitarismo sociale, ma Struttura, Dominio, Forza, Identità, Necessità, Dovere, Durezza stoica.

Ne consegue che, per l'Eroe Solare, per lo Yang, la Legge o è Forza propria, Nerbo, o non è.

Dialetticamente, in Bilancia, Aquario, Toro e Cancro troviamo: la difesa del Noi condiviso (Bilancia), la tutela delle libertà collettive (Aquario), la tutela dell'orto "mangia e sta' buono" (Toro) e la tutela dell'Intimità e della Casa (Cancro).

D'altronde, l'Eroe è sempre un po' fuorilegge: per essere eroe, che si tratti di Indra o di Renegade, di Lucifero o di Gesù, di Prometeo o Ares, di Thor dei fumetti o di Iron Man, e chi più ne ha più ne metta, l'Eroe è fondamentalmente uno che fa come cazzo gli pare. E lo fa sia perché fa parte di una Legge più vera, e sia perché, a prescindere, agisce secondo l'Io, secondo Cuore. Questo è la stessa cosa che dissi nel post dell'Estate scorsa sull'Eroe e sull'Equilibrio: l'Eroe non è caotico, è la parte dinamica di un Equilibrio superiore. Serve una Legge superiore, che spesso dà filo da torcere alle leggi contingenti, ai cavilli burocratici delle regolette vigenti. Infatti le grandi Leggi Spirituali non sono mai regolette, ma sono dati di fatto, dinamiche divine, come le Leggi di Natura. Le leggi correnti sono invece strutture ideate dall'Uomo e continuamente perfezionabili, che comunque sottostanno alla priorità del Cuore. Come disse Gesù, "il Sabato è stato fatto per l'Uomo, e non l'Uomo per il Sabato". Un gioco è fatto prima di gioco, e poi di regole, che servono a dargli una struttura, ma il punto è il Divertimento. Come si applica tutto ciò alla Vita concreta? Beh fate una prova:

Sfogliate un qualsiasi codice giuridico: a dar retta a quello,

1) vivremmo in un mondo stilizzato e asettico: la macchina sarebbe "il veicolo", il tuo migliore amico sarebbe "la persona", tua moglie sarebbe "il coniuge". La Vita è più colorita di così!

2) ogni cavillo è soggetto a interpretazioni, e le parole faticano a tener testa ai fatti: nel mito scandinavo, il Dio del Male riesce a scampare alla decapitazione perché sostiene che è stato condannato al taglio della testa, ma da nessuna parte sta scritto di tagliargli il collo. Sono sottigliezze in cui attecchisce il Male. Allora gli Dei gli cuciono la bocca! A volte, l'unica Legge inequivocabile è quella intuitiva, quella del Sentimento. A dar retta ai cavilli, non s'arriva!

3) nessuna regola è accettata prima di essere codificata: ogni codice accettato nasce da qualcuno che l'ha inventato (o scoperto) e l'ha fatto valere. La Democrazia è nata dalle rivoluzioni violente. Ciò che oggi è Legge, ieri era ribellione illegale. Quindi cosniderare sì le leggi note, ma seguire sempre ciò che suggerisce l'Istinto, il Cuore, come sempre: prima viene il Sentimento, poi gli costruiamo regole e supporti e strade degne. Che le parole siano supporto alla Giustizia del Cuore, e non suo ostacolo.

In fondo, se non mangio i bambini non è perché lo vieta la Legge, ma perché mi fa orrore.

Questa è la I parte, quella di tono spirituale. Seguirà una II parte, in cui parleremo di come il Maschile, nella vita di tutti i giorni, si manifesta "Legale" o "illegale". A presto!

venerdì 20 maggio 2011

Cercare la Gloria

La famosa Gloria.
Famosa sia nel senso di decantata, sia nel senso che è connessa alla Fama.

Che non è soltanto un valore "esteriore", come vorrebbe qualche miope moralista, ma è l'entrare di un uomo nella dimensione della Storia - la Storia del Mondo, il Fare Anima, e quel che dice il professore de L'Attimo Fuggente:

"Il possente spettacolo continua, e tu puoi contribuire con un verso.".

Ogni uomo è chiamato a una missione. La spada di Navarre, in Ladyhawke, ha incastonate gemme, una per ogni impresa di chi la impugna: ogni generazione celebra su quell'elsa le proprie imprese. E' questa la "Gloria": far splendere il proprio Destino nel Destino del Mondo. Bisogna cercarla, bisogna sperare che capiti l'Occasione, e allenarsi a coglierla. E' anche perciò che i guerrieri, anticamente, si allenavano con un senso di attesa: un Guerriero sa che, quando il Destino verrà a porre la sua sfida, lui dovrà saper agire bene. E' uno sporne che ogni Guerriero conosce. C'è sempre, nei film d'azione, quella scena facilmente parodiabile in cui scatta la frase fatidica dell'amico, o dell'allenatore: l'Eroe perde un attimo fiducia, e l'altro gli ricorda un buon motivo per incazzarsi, e aggiunge: "L'hai dimenticato?" - e l'Eroe torna in sè, e trionfa.

Ed è così: c'è un elemento di sfida, di "preparati!" nella ricerca della Gloria, e nel carattere Yang in generale. Come le donne si preparano al Matrimonio, o all'Amore, un uomo si prepara al momento in cui dovrà dimostrare di entrare nella Storia.

Che sia una partita di calcio o una conquista, che sia salvare la famiglia da un incendio o difendere i propri cari, l'imperativo è: "Quando la Gloria busserà, non farti trovare impreparato".

Ed è un bel modo di vivere.

Ogni occasione, ogni bella donna ce lo ricorda: siamo all'altezza del sogno di noi stessi? E allora avanti!

Come dice Brancaleone:

"Una sola cosa avemo a facere: PUGNARE!"

Prepariamoci alla Gloria, amici! 0:-)