venerdì 10 dicembre 2010

Smargiassate - un po' leoni e un po' galli, semplicemente uomini

Ogni uomo ha diritto alle sue smargiassate. Nell'epoca odierna, nel mainstream, ossia nell'opinione di massa corrente, per una serie di ragioni, sembrano suonare bene solo i diritti femminili: la Solidarietà, l'Empatia, il "comporre i contrasti", come diceva un magnifico Guzzanti che imitava il politico di Sinistra. Alle Elementari, le maestre esortano il bambino a empatizzare, a non litigare, a non essere sbruffone, a chiedere scusa, e le maggiori minacce sono ritenute il razzismo, gli insulti, le parolacce o le rissette fra infanti. Quando poi, in realtà, è difficilissimo che dietro agli insulti fra bambini ci sia del vero e ragionato razzismo, ad esempio: si fanno casi sociali di cose banalissime. Come dice una battuta del film Il Bianco e il Nero, con Fabio Volo: il ragazzo che ha fatto a botte col compagno nero, e quindi accusato di razzismo, si giustifica candidamente dicendo che era indifferente per lui che fosse nero: "se fosse stato roscio, avrei detto 'roscio di merda'!". Cioè, non è che per forza dietro certi atteggiamenti maschili classici ci debba essere chissà quale sintomo sociale, o bisogni fare chissà quali esami di coscienza collettivi, o di genere. E' così che siamo, perlomeno è una delle qualità maschili: siamo sbruffoni, chi più chi meno, ognuno a modo suo.
Come ho scritto anche nel post "Cedete lo passo": un punto fondamentale della psicologia maschile è questa cosa che può essere chiamata in vari modi, in una gamma che va da Onore a Orgoglio a Fanfaronaggine, ma il succo è: il Maschile necessita di preminenza, di competizione a buon fine, e soprattutto di soddisfazioni simboliche. Significa che, mentre il Femminile cerca la sua soddisfazione, la sua vittoria nelle soddisfazioni affettive/venusiane (della serie "Sarò anche meno giovane di te ma ancora mi guardano"), lo Yang, il Mascolino, cerca una soddisfazione che significhi Gloria, Vittoria, Rispetto. Basta osservare come, in Natura, le lotte fra maschi siano altamente ritualizzate: Edward Goldsmith (il padre del pensiero Ecologista) scrive di come in uno scontro fra due tori, di cui uno con un corno vistosamente spezzato, veniva rispettata stranamente una sorta di "simulazione teorica" di incornate, quasi fosse più importante l'esibizione scenica che non la mera efficacia delle armi. E direi: alla faccia del Darwinismo più ostinato! Anche fra lupi, è difficile che si ammazzino fra maschi: mentre le femmine aggrediscono per difesa o per fame (e allora vanno alla gola, e uccidono), due lupi tendono a stabilire una resa, ossia chi getta la spugna lo dichiara, punto. E va bene così. Perfino certe divinità maschili, nella Mitologia, si adirano e cercano prove di devozione che alla fine sono soddisfatte con gesti simbolici, da parte dell'Uomo, lasciando emergere l'indole bonaria del Dio che dice "Ok, mi adorate. E allora faccio rispuntare il Sole e l'Arcobaleno.". Insomma, tornando all'umano di tutti i giorni: siamo sbruffoni, che sia fra Samurai o fra borgatari. Questa tendenza non va soppressa, soprattutto nel bambino, che è istintivamente vicino alla natura mitica della Psiche, dell'Io, del Sé! Il bambino gioca agli eroi, non c'è niente da correggergli. Semmai, c'è da insegnarli a farne Onore e non vuoti atteggiamenti gradassi, o peggio prepotenza crudele. Ma ce n'è di strada fra queste cose, checché temano educatrici e maschipentiti: ad esempio, il problema del 'bullismo' sarebbe maggiormente risolto se i ragazzi avessero dei riferimenti virili nella loro educazione: vale a dire, NON qualcuno che dica al ragazzo
"Non devi fare così, perché la Violenza non è mai giusta" (che è una presa di posizione chemioterapica: devitalizzi tutto, per distruggere una parte maligna),
ma bensì, meglio:
"Non è questo il modo di essere Uomo. Te ne mostro uno con più coglioni.".
Non 'meno aggressività', ma 'migliore forza'. Caro ragazzo, il gallo del pollaio fallo con chi va a rompere le scatole alla tua ragazza, ma certo se te la prendi col debole, o col timido, che dimostri? Qual è la soddisfazione simbolica? Sii davvero cazzuto. Non per finta.
La stessa parola "Bullismo" è inappropriata:
il BULLO ROMANO è in origine una figura popolare, letteraria, teatrale, tipica del folklore romanesco (a Napoli c'è il Guappo): è il giovanotto fiero, un po' spaccone o fanfarone, ma di buon cuore, che è di osteria, di donne e di duello, ma pone il marchio del Rispetto, dell'Onore e della parola data sopra ogni azione e ogni patto. E' una figura positiva! Non è un criminale. E' Meo Patacca, è Er Più De Trastevere, e così via. Addirittura, il termine Bullo comparve per la prima volta nel 1583 nel libretto di una commedia veneziana che descriveva le avventure iperboliche di Sier Ragno Bule (Ser Ragno il Bullo), raffigurato nell'allegoria popolare con molte braccia armate e descritto come battagliero, fanfarone, tempestoso e donnaiolo. Il Bullo mitologico, dipinto come le divinità indiane dalle molte braccia! Una figura mitica, dunque. Quindi, per favore: dignità alle parole. Una cosa è Meo Patacca, una cosa diversa è il criminale! Il bullo difende i deboli, e un vero bullo all'antica, di fronte al sopruso e alla vigliaccata, sfida a duello il malvagio.
E questo riguarda molti ambiti, anche l'educazione sentimentale: un uomo viene accusato di ogni sorta di colpa in amore (dobbiamo farci l'abitudine), ti diranno che:
se sei geloso sei insicuro,
se sei troppo geloso fai venir voglia di farti le corna,
e se non sei geloso pure fai venir voglia di farti le corna per vedere come reagisci,
e se sei uno spirito libero sei immaturo,
e se sei troppo attaccato sei immaturo,
e se hai fatto a cazzotti sei uno che ha bisogno della violenza per farsi capire,
e se sgommi con la macchina hai un complesso fallico,
e se ... Insomma, parecchie azioni maschili sono considerate inappropriate, da rieducare: come al solito, inutile perdersi dietro i cavilli femminili: bisogna conoscere se stessi.
Da quando è nata anche la categoria criminologica dello stalking, inoltre, ancora altri atteggiamenti normali vi vengono buttati dentro al minimo cenno di possessività, o rabbia, o riconquista. Per Fortuna, esistono giudici e giudici, e spero che la maggior parte sappia distinguere fra uno psicopatico persecutore e omicida (che deve sparire di scena ovviamente) e un uomo che cerca la propria amata o che va a litigare col rivale senza ucciderlo.
NOTA BENE: Paradossalmente, comunque, sono proprio le stesse leggi che tanto criminalizzano il Maschile, a lasciar poi liberi gli psicopatici omicidi, per cui da un lato vogliono rompere le palle ai gelosi sani, e dall'altro premiano i gelosi insani: le leggi ambigue della modernità se la prendono ferocemente col cornuto che va a fare la smargiassata sotto casa del rivale, però quello che ha pugnalato la fidanzata si fa solo poco carcere coccolato da preti e psicologi, e poi torna a uccidere. Idem dicasi per altri reati: nella cultura buonista magari al ragazzo che va a prendere a pugni la porta della fidanzata che lo ha mollato scatta l'accusa di stalking, ma lo stupratore più abietto forse viene difeso solo perché clandestino, o perchè "non siamo in uno Stato fascista", o perché i Carabinieri esasperati lo hanno gonfiato di botte in caserma. Allora molto meglio la cultura antica: il duello d'Onore è un diritto, dice l'antico, ma se te la prendi con la donna hai biasimo, galera e forca, e se la violenti sei reputato infame e punito. Ideale per difendere l'Onore, e ideale per difendere le donne!
Ma andiamo avanti: dicevo insomma: lasciateci le nostre smargiassate. Sono nel nostro DNA. Siamo un po' leoni, un po' galletti, un po' sgommatori di ruote, un po' filosofi. Ed è una bella cosa!

sabato 20 novembre 2010

"Ora, vi ho offesa!" - servire la Donna senza darle mai retta

Oggi, sotto l'Angelo degli Sposi Mihael, e ovviamente con l'ispirazione del mio Angelo dei Paladini, come sempre, colgo l'occasione di parlare di un aspetto del rapporto Uomo-Donna. Nel film Il Primo Cavaliere, Lancillotto di fronte al permaloso contegno di Ginevra appena conosciuta, sentendosi accusare di averla offesa (per via di un complimento impudente), le ruba un bacio e commenta: “Ora, vi ho offesa.”. Ѐ così, amici: il Cavaliere deve confrontarsi con quest’arte, l’arte di essere ispirato dalla donna, votato all’Amore, servitore a suo modo della donna, ma ben centrato sulla propria posizione maschile – in modo da servire la donna “senza darle retta”. Ѐ un punto chiave dell’iniziazione virile: gli amici maschi mi capiranno se accenno alle prime timidezze con le donne! Quando sei ai primi anni del Liceo, o delle Medie, qualche tiro maldestro con le ragazze capita, non solo a chi è timido, ma in generale, fa parte dell’imparare di tutti:
- o fai troppo il galletto,
- o sei timido,
- o rinunci a corteggiare la più bella della classe pensando “non verrà mai con uno come me”, salvo poi vederla uscire per mano con un perfetto brutto, magari solo perché glielo ha chiesto!
- o ti fai scrupoli inutili;
- o pensi di essere stato stronzo per aver fatto soffrire una ragazza, e poi scopri che in realtà lei se la cava benissimo e diventa perfino amica della sua rivale;
insomma, tiri maldestri che ti insegnano qualcosa. E magari ricapiteranno anche in età diversa. Ma il più maldestro e frustrato di tutti è l’uomo che ‘dà retta’ a ciò che dice la donna, che prende a riferimento le sue parole, che prende alla lettera ogni cosa che lei dice. Può essere l’uomo che ci casca perché è intellettuale e ci tiene a non comportarsi da bruto, o uno che ha troppe amiche donne e rischia di sentire poco la “campana maschile”, o può essere uno che semplicemente si fida, prende alla lettera ciò che la donna dice. Quello è il più bisognoso di iniziazione. Può essere un soggetto, ma anche un piccolo archetipo, una parte di ogni uomo, che almeno una volta nella vita, capita a tutti di essere sfigati!
- Ѐ quello che a 16 anni credeva all’amichetta che parlava male del fighetto del gruppo (il poveretto le credeva, in realtà lei disprezzava per comprare);
- è quello che se lei dice “esco da una brutta storia, non voglio uomini” ci crede e non la corteggia;
- è quello che se lei dice “amo il tale”, si rassegna pensando “lei ama il tale”.
- Ѐ quello che si tiene le corna perché lei gli ha detto “l’amore è fiducia e io ho i miei spazi”.
Il malcapitato è frustrato due volte: una perché gli è andata male, e due perché oltretutto ha investito su una versione di se stesso che non lo ripaga: ha anche finto, per ottenere la sfiga!
Quest’uomo, quando capirà come funziona il gioco, o almeno ne afferrerà qualcosa, sentirà un grande senso di liberazione: inizierà a regolarsi sulla base dell’unica cosa che un uomo può garantire: il proprio desiderio di maschio, il punto di vista del maschio. Del punto di vista della donna, amico, impara a fregartene: sappilo, informati, rispettalo, ma che non sia il tuo. Lei fa la donna, lei se lo gestisce il suo ruolo, è nata per quello; tu fai quello che ti compete: mettici la tua testa, il tuo cuore, le tue palle. E vedrai come migliora la Vita! Non uscirai più, come facevi prima, portando per forza la donna artistica per musei fingendoti intellettuale, non asseconderai la femminista, non sarai l’ennesimo complimentoso con la bellissima (a meno che tu non lo voglia, s’intende); non penserai più che provarci significa mancarle di rispetto, e se non ci proverai sarà per altri motivi, un giuramento, un principio, ma non perché sia irrispettoso! Se lei si lamenterà che gli uomini sono rozzi, non ostenterai per forza quanto sei sensibile, perché saprai che distinguersi non significa essere “diverso dal maschio” ma anzi, ti distingui proprio se sai essere uomo! Col tuo stile, a modo tuo. Distinguiti con la tua mascolinità, non a dispetto di essa! Il Pierrot e il Cavaliere si distinguono entrambi: solo che il Pierrot si distingue DAGLI uomini; mentre il Cavaliere si distingue FRA gli uomini! E ovviamente, si distingue nettamente dal Femminile, altrimenti non potrebbe amare la donna. Magari, chissà, lei proprio conoscendo te, e vedendo che maschio non significa deficiente, ma tutta una serie di belle cose, si farà un’idea migliore. Se poi la principessa se la tira, pazienza. Byron disse che il suo segreto con le donne era “trattare le duchesse come serve, e le serve come duchesse” – è una provocazione, ma evidentemente viene da un uomo che sapeva il suo gioco. Di fronte alla frase “non so se uscire rovinerebbe la nostra amicizia”, o roba del genere, saprai cosa rispondere: tanto tu, lo so bene, per amicizia intendi l’amico con cui hai mangiato e bevuto e condiviso avventure, batoste, rialzate e risate, non lei che conosci da un mese e che si definisce amica perché ti ha aggiunto su Facebook, e fa storie per questo! Ma quale amicizia? Non farti rincoglionire, escici e baciala! Non sarai il consolatore leccaculo che le dà sempre ragione e che non fa che dirle "Sei meravigliosa, gli altri non ti capiscono, io sono quello che ragiona come te". Di fronte a “non sto più con lui ma lo amo ancora e quindi non me la sento di avere una storia” (fidati: iniziano a dirlo a 13 anni e a 50 ancora lo dicono), tu, finalmente risvegliato, potrai dire “Io a lui non lo conosco. Di sicuro parlo per me, e ti desidero, mi piaci, ho voglia di farti la corte”. Quando una donna dice "non voglio una storia", mente: ogni donna vuole l'Amore, vale sempre la pena di corteggiarla se ti piace! Gioca onestamente! Il resto è Destino, tu intanto fa’ la tua figura. Tutte le donne escono da una brutta storia. Tutte le donne hanno amato chi non dovevano. Tutte le donne ogni tanto stanno in crisi. Tutte le donne dicono di cercare il Principe Azzurro, o il Pirata, o l’Amico, o il Sensibile, o il Bello o il Brutto, ma quello è il carnevale delle loro fantasie, tu vesti il tuo. Tutte le donne dicono e non dicono. Ma anche, e soprattutto, tutte le donne vogliono un uomo che riveli carattere: su questo, sono tutte d’accordo. E fra tutte queste cose, questa è la più vera. E allora, sì che potrai servire la tua donna: perché il tuo “servirla” sarà la gentilezza del grande felino, e non la soggezione del timido.
Noi siamo qui, nell’arena del Torneo. Le donne sono sugli spalti. Il miglior modo di servirle è conquistarle, ogni Cavaliere lo sa.

venerdì 29 ottobre 2010

Deo Duce, Ferro Comite: il Senso del Ferro, e l'Oro regale.

Un motto di non so quale armigero stemma dice: “Deo Duce, Ferro Comite”: Dio come Guida, il Ferro come compagno. Sappiamo bene che il Ferro, le armi, il sapore del cuoio e del metallo, del Bosco, della pietra del castello, fan parte del sapore della vita del Cavaliere. E per una legge di rispondenze universali, tutto ciò che è ferreo è in qualche modo legato a Marte e allo Yang. Basti pensare che il Ferro conferisce il colore rosso al Sangue, come rosso è Marte, come rossa è la mia stella Antares, appunto “Simile a Marte”, “Pari a Marte”. Il simbolo del Ferro nell’Alchimia è proprio il glifo di Marte. Tant’è che il Ferro, inoltre, è proprio simile alla natura dell’uomo, della mascolinità: infatti, quando mi imbatto nei soliti luoghi comuni sulla forza delle donne, le solite polemiche trite e ritrite in cui qualcuno sostiene che la donna è il vero sesso forte, amo enunciare il principio per cui:
L’Uomo è come il Ferro, la Donna è come il Vetro: il vetro regge sforzi prolungati, ma un colpo deciso lo frantuma; se ferisce, facile che si spezzi nel farlo (le donne quando si arrabbiano si arrabbiano anche perché costrette ad arrabbiarsi). Il Ferro invece è duro, squarcia e protegge, ma lo logorano cose apparentemente stupide come l’umidità, o gli sforzi prolungati. Per questo motivo, dico io, le donne partoriscono e noi uomini temiamo le convalescenze ma pure facciamo gli eroi e gli smargiassi: è la nostra “metallurgia psichica”. Noi siamo eroi di sfida, le donne sono eroine di resistenza.
E anche per queste affinità cosmiche, ci piacciono tutte le cose genericamente ferrose: le armi, le automobili, la meccanica, le corazze, la forgia…. Ma è anche dono del Cielo: il ferro meteorico è l'arma che gli Dei donano all'Uomo: la radice sider designa sia le Stelle (siderale) che il Ferro (siderurgico). In "Conan" l'Acciaio è proprio il dono di Crom, che gli Dei hanno lasciato sulla Terra. Altra nota importante è che l'Acciaio è Ferro e Carbonio insieme: come dire Ferro e Diamante: troppo carbonio lo rende fragile ghisa, ma la giusta quantità lo rende acciaio, lucente ed elastico, proprio come la nobiltà d'animo e l'Onore, se non è fragile superbia, rendono l'eroe splendido: "lucente" ed elastico oltre che forte. Diventa quindi amico del Ferro, entra nella "Fratellanza del Ferro", e Marte, che è la Spada ma anche l'Aratro che mette incinta la Terra, Padre Guerriero ma anche Fallo Generatore di Vita, ti farà scuola.

Ma altro metallo regale e solare è l'Oro: il simbolo del Sole (il punto cerchiato) e quello di Marte (il cerchio con la freccia) sono perfettamente sovrapponibili e integrabili. In un mito moderno, Iron Man (che è la versione tecnologica di un paladino in armatura, interpretato da un attore nato sotto l'Angelo dei Soldati e del Ferro) si attesta che l'armatura di Iron Man è di Titanio e Oro. Cosa sono Titanio e Oro? Sono due metalli curiosi, studiamoli:

° il Ferro citato nel nome "IronMan" è il metallo di Marte e il Dono Celeste, abbiamo visto;

° il Titanio è un metallo durissimo, leggero, elastico e resiliente, ossia puoi piegarlo quanto vuoi, se ci riesci, ma lasciato torna sempre come prima;

° l'Oro è il metallo solare e regale (in Mesopotamia il valore economico dell'Oro e dell'Argento era commisurato alla proporzione fra anno Solare e Mese Lunare, ossia 365:28). Resiste agli acidi, è bello e duttile: quindi non è duro, è facilmente fondibile, ma è invulnerabile all'acido. Se spargessi acido su un tesoro mezzo vero e mezzo fasullo, resterebbe solo il vero oro! E' come il cuore nobile, amante e alieno alla cattiveria di un vero Re.

Quindi, prendiamo bene questi esempi: coltiviamo in noi l'Oro, il Ferro, il Titanio, l'Acciaio: facciamoci insegnare dalla Natura a essere Uomini.

La Scherma delle Parole e l'importanza della Strategia

Tutte le cose eterne e ancestrali sono applicabili a ogni ambito dell’Esistenza: come il DNA è lo stesso in tutte le cellule del nostro Corpo, così certi valori, simboli e suggestioni sono ubiquitari e universali. Ad esempio, l’Arte della Guerra.
Qualcuno saprà che il Libro dei Cinque Anelli (Go Rin No Sho) di Miyamoto Musashi viene studiato anche dai manager giapponesi, e anche da studenti e da chiunque voglia apprendere i principi strategici. Idem dicasi per altri trattati, come certi ottimi libri di Strategia più o meno antichi: da L’Arte della Guerra di Sun Tzu, ai 36 Stratagemmi sempre cinesi, ad alcune suggestioni di Fiore De’Liberi nel suo trattato Flos Duellatorum, al mitico Manuale del Guerriero della Luce di Paulo Coelho. E poi c’è Schopenhauer: nel suo L’Arte di Ottenere Ragione, non menziona spade o tecniche belliche, ma parla di Dialettica.
L’Arte della Spada ha molto in comune con la Dialettica: infatti ogni colpo ha una contromossa, ogni colpo teoricamente puoi portare, o parare: tutt’è eludere la lama dell’altro uomo, e colpirlo con la tua! E ricordare che a volte una spada può perfino ferire chi la impugna! E non limitare la tua mente in percorsi inutili, ma renderla il più possibile elastica, scattante e paradossalmente semplice. Che tu abbia ragione o torto davanti alla Verità, è materia di Dio e della Sorte: puoi essere uno spadaccino o un avvocato del Bene o del Male, ma che tu stia sostenendo la Verità o che tu la stia truccando, bisogna vedere quanto sei abile nella Scherma delle Parole.
Restare centrato sulla tua Verità, circoscrivere ciò che dici, dire quel che dici e non altro, non farti spostare la spada, o fartela spostare a tuo vantaggio, non dar troppo retta alla spada dell’altro, ma considerarla quel tanto che basta per evitarla - tutto ciò te lo può insegnare la Via della Spada. Che tipo è il tuo interlocutore? Ѐ uno che ha l’ultima parola perché alza la voce, o è uno molto espressivo, o confida molto in una sua logica specifica? Ѐ ideologico e ispirato, o è uno scettico che adotta la via del negare tutti i concetti? Conviene farlo parlare e portare all’estremo i suoi argomenti, o bloccarlo sulla partenza? Ha solo un argomento forte, o ha più corde al suo arco? Il terreno di scontro: su che terreno siamo, dove vuole portarci l’avversario e su quale conviene a noi batterci? Insomma, tutto ciò è Strategia. E vale per ogni situazione. Coelho dice, citando Sun Tzu: 5 cose sono fondamentali per un Guerriero: la Fede, il Tempo, lo Spazio, l'Amico e la Strategia. Se credi in ciò per cui combatti, se sai scegliere tempo e luogo (o ne conosci le qualità), se sai con chi sei alleato e conosci le tue strategie, l'Abilità è di certo con te.

martedì 28 settembre 2010

Corso di Spada a Roma: meditazione e fitness attraverso l'uso della Spada

Qui sul mio blog Antico Codice sono lieto di annunciare, insieme all'Associazione Circolando, l'avvio di un mio corso di Fitness e Meditazione con Spada a Roma, Centocelle. Il corso include forme di Spada, meditazioni, movimenti energetici e fitness, e non è un allenamento di tipo agonistico. Si svolgerà in palestra, con frequenti incontri anche all'aria aperta, ad esempio al parco.

La pratica comprende:
FITNESS completo: l'allenamento con la Spada allena tutto il Corpo, ottimizza le funzioni psicofisiche e fa bene al sistema che controlla lo Stress e il Rilassamento.

MEDITAZIONE: ogni movimento della Spada agisce sui Chakra, e le varie guardie, atteggiamenti combattivi e forme agiscono con uno o più di questi Centri Energetici, ottimizzando le facoltà fisiche, mentali e spirituali di loro pertinenza.

DANZA fra partner armati di Spada, nella visione antica del rapporto Uomo-Donna.

Chiunque sia interessato può rivolgersi alla mia e-mail, e riceverà delucidazioni e i volantini:
ScorpionKing1@hotmail.it





mercoledì 22 settembre 2010

Leggenda Personale - qualche precisazione sul concetto di Destino



Un detto Latino recita: Sequere Deum, Fata viam inveniunt”: segui il tuo Dio, il Destino troverà la sua Strada. Lo disse Virgilio, e lo citò Casanova nelle sue memorie. E siccome sono in vena di citazioni classiche, diremo anche quel che dicevano i Greci: “Il Carattere è il Destino”. Esiste un Fato, e non è una cosa separata dalla nostra Anima, dal nostro Cuore, dalla nostra Identità: è tutt’uno con noi, così come in un certo senso, quando il Destino si rivela, noi ‘siamo’ ciò che ci accade. Il Destino ci parla attraverso le ispirazioni, i sogni, l’Entusiasmo: non a caso entusiasmo vuol dire “avere un Dio dentro”. Chiunque parli di Destino, si sente spesso dire: “Non è il Destino, sono io che agisco”. Ѐ vero. Chi vede separate le due cose non ha compreso bene la visione degli Antichi: è come chi critica l’Astrologia ricorrendo a qualche banale nozione di Astronomia e Fisica, senza capire che si parla di una cosa diversa. Per gli Antichi, il Destino è la Storia della tua Vita, è il filo conduttore della tua esistenza, e viene raccontato, viene testimoniato da una serie di segni: nelle Stelle, nelle linee delle mani, nei tratti del Corpo, nello sguardo, ovunque il Fato scriva il suo testo, i suoi spartiti, le sue mappe. Discutere di cosa sia condizionamento sociale e di cosa sia carattere, o di cosa sia decisione o Destino, significa non concepire la mentalità dell’uomo antico, per cui Azione e Destino sono tutt’uno, e la Vita è, come dice Paulo Coelho, una strada che “Dio costruisce insieme ai nostri passi”. Tu baci la persona che ami, e lo fai perché la ami, e in un certo senso è pure vero che la ami ‘perché hai i muscoli facciali’…. ma le due cose forse si contraddicono? No. Sono due modi di vedere la cosa, perfettamente indisturbati l’uno dall’altro. Uno è il Perché, uno è il Come. Ad esempio, un Destino di conflitto può manifestarsi tramite le premesse di una Vita piena di sfide: non si può discutere in maniera cavillosa di come si manifesta un Destino. Se io romanziere faccio nascere un personaggio dal carattere burrascoso in una Notte tempestosa, non è un'influenzare, è una sincronia, è un segno divino: è volontà dell'Autore, ed è un segno del carattere del Personaggio. Insieme. Ma la Psicologia sta andando oltre i cavilli e sta apprezzando l'innatismo: sta cominciando a ritrovare dei concetti antichi, e sacrosanti, e sani, molto belli: fra questi, un concetto bellissimo che da tempo suonava male alle orecchie degli scientisti: la parola INDOLE. Esiste un carattere, un temperamento, una natura fondamentale negli individui. L’idea innatista si è fatta strada in maniera un po’ darwiniana parlando di ormoni, di configurazione del cervello, di tratti innati, e questa è la parte tecnica, sai quando gli scienziati ogni tanto dicono “trovata l’area cerebrale della generosità”, o “trovato il gene dell’Intelligenza”. Forse è un tantino riduzionista, rischia di confondere causa ed effetto, ma indica come siano intrinseche alcune qualità. Che poi siano gli ormoni, gli Dei o le due cose unite insieme (come dico io), poco cambia. Alla mia tutor durante la stesura della tesi, feci storcere il naso: lei mi domandò:
“Lei parla di cose biologiche, quindi il suo punto di vista è darwinista, non può parlare di Mitologia, anche perché la commissione si arrabbia. Quindi parliamo di ormoni e aree cerebrali?”
“Ma sì,” - dissi io – “io credo nell’azione degli ormoni.” (espressione rilassata della tutor) “Ma infatti gli ormoni sono veicolo degli Dei!” (occhi sgranati).
“Questo” - disse lei – “è meglio se lo omettiamo, in sede di laurea…”
E lo penso davvero, che siano ormoni o Dei, è lo stesso. L’Astrologia è chiara, su questo: la Luna è anche Seno, Latte, Acqua; Marte è anche Sangue, Ferro, Testosterone; e così via: Mitologia e Scienza sono tutt’uno, io posso studiare il corpo di una persona vedendo il suo Quadro Astrale, perché non c’è divisione in questo.
Ma anche parlando direttamente di Carattere:
anche correnti meno scientiste iniziano a ribadire il concetto di indole: psicologi modernissimi, come Hillman con la sua teoria della Ghianda, ma anche Watzlavich e Nardone: loro in certi passaggi rifiutano troppe dietrologie, e sostengono che il CARATTERE prevalga sugli eventi, su cosa ti succede, e che a determinare Chi Sei sia semplicemente Chi Sei, ed è quello che dà un senso agli eventi, che da soli non potrebbero tirarti fuori qualcosa che non sei. La coerenza interna di un carattere è predominante in confronto alla miriade di interpretazioni della Realtà: sei fatto in un certo modo, San Paolo era fanatico prima dell’Illuminazione, e fervido dopo: il suo carattere è fatto così. Tu sei la tua Vita, assapora il tuo Destino, e perfeziona il tuo modo di viverlo. Hai una Leggenda, hai un Destino eroico, vivilo.
E poi, e poi, vedrai: sequere Deum, Fata viam inveniunt: il tuo Destino ti cerca, tu lo crei e lui si fa creare da te, crea insieme a te, si fa trovare, ti viene a chiamare…. certe cose ti vengono a cercare, gli amori, le cose vere, le passioni vere. Come in Sliding Doors, come in The One , come in Prince of Persia, come in Vi presento Joe Black , un amore può trovarti qualunque strada tu prenda. Come in Star Wars, la tua indole e il tuo Destino si riveleranno sempre tutt’uno.
Allora, non ha senso interrogarsi se sia la Società, il DNA o l’Inconscio a fare di noi ciò che siamo: gli Antichi si facevano bastare l’idea che esiste un Destino, e che la nostra Leggenda possiamo viverla orientandoci col nostro Cuore, e che, come disse qualcuno, “Caso è lo pseudonimo del Fato quando preferisce non firmare”.

domenica 8 agosto 2010

La differenza fra Selvatico e Ambientalista

Esiste una certa differenza fra ambientalisti e selvatici. Un ambientalista è un uomo tutto sommato moderno, scientifico, tecnico se vogliamo, e che ha a cuore le sorti dell'Ecosistema. Difende gli animali e le piante, ma non è necessariamente un Selvatico. L'Uomo del Selvatico è diverso: non concepisce tanto la Natura come ecosistema, o meglio non solo: la Natura è la Forza, è il teatro delle dinamiche degli Dei, non solo l'equilibrio di tutti gli organismi viventi in senso meramente biochimico o etologico. La visione del Selvatico include, ovviamente, la Biologia: certo, un cervo è un cervo, una formica è una formica ed è tutto vero quello che scopre la Scienza: il plancton nutre le balene, i coralli sono fatti in un certo modo, i ragni predigeriscono le prede, i funghi mantengono il nutrimento del terreno del bosco ben bilanciato e distribuito, i saprofagi smaltiscono le carcasse e così via. Ma l'ambientalista ritiene che il Pianeta sia in pericolo, e che sia necessario non interferire con l'Ambiente. Spesso è 'verde' anche nelle abitudini, non inquina, predica la rivoluzione della Canapa, e spesso è anche vegetariano. Il Selvatico è diverso, anche se le due cose non si escludono per forza: il Selvatico non reputa il Pianeta così in pericolo, sa bene che, come dice Ian Malcolm in Il Mondo Perduto di Michael Crichton, la Vita se la cava benissimo da sé, e come le piante si sono adattate all'Ossigeno (che era un gas mortifero per le prime forme di Vita che andavano ad Azoto), chissà, forse domani avremo piante che vanno a Smog. Non è quindi il punto che la Terra sopravviva o no: la Terra potrebbe spazzarci via con la lava, con le tempeste e con le alluvioni, e coi terremoti, e reinventarsi la Vita da un asteroide, dal Mare o dalla Nafta, nessuno sa fin dove può spingersi l'ingegno divino! Però, certo, potrebbe riguardarci il fatto che la nostra sussistenza invece è collegata a tutte le altre creature che vivono in questo ambiente: la Terra se la cava comunque, e finirà nel Sole prima o poi (con tutto ciò che avremo fatto o non fatto) per rinascere in chissà quale forma e in quali fantasie creative divine, ma il nostro Ossigeno sì, quello è una questione vicina a noi! Per cui è buona cosa aver cura dell'Ambiente, che sia per motivi etologici o per ragioni più romantiche come la buona convivenza con i fratelli Animali. Fate un po' voi, se siete più scienziati fate gli ambientalisti, se siete più romantici fate i Pellerossa: come in ogni cosa della Vita, c'è uno stile per ogni individuo. Qui ci interessa però dire che il Selvatico va oltre: il suo rapporto con la Natura è amichevole, cameratesco, partecipativo e diretto, franco: Mr Crocodile Dundee convive coi coccodrilli con spirito sincero e senza tanti complimenti - può perfino ucciderli, se serve. Fra l'altro, è un approccio molto Maschile, nel senso che il contatto Femminile con la Natura è più orizzontale, è sentire i cicli corporei, è sentire i ritmi, sentire la gravidanza, sentire il metabolismo delle Emozioni; il Maschile, verticale, mira a vivere e conquistare la Vita. L'Uomo vive la Natura anche sfidandola, mentre ne fa parte: se la Vita Femminile è l'Acqua, il Maschile è quel coraggioso che inventa un modo per navigare! Se lo Yin è la Nuvola, lo Yang è un eroe che si inventa il Volo! Il Selvatico bada al Cuore, ai sentimenti diretti e sinceri: a me francamente, se un pesce tropicale stanco di boccheggiare da milioni di anni crepa, non frega granchè, lui ha il suo Destino, io il mio! Ma può darmi fastidio se un avido infame, che capisce solo soldi, miope nel pensiero, devasta le acque di una zona tanto per nascondere i suoi malaffari industriali. Allora lì non è la questione se il pesce tropicale muore o vive, ma una questione di onore, di saper vivere, di peccato nietzschiano, come cito spesso: "Non i vostri peccati gridano vendetta, ma la viltà che mettete nel compierli". Apollo sterminò i Ciclopi. Ercole sterminò gli uccelli della palude di Stinfalo. Gli Dei pestarono i Titani. Beh erano incazzati, va tutto bene. Se gli girano i coglioni, può darsi che il Selvatico decida di far fuori tutte le iene del Mondo: gli hanno mangiato l'amico, lui si incazza e alleato ai leoni stermina le iene. Fatti suoi, se Dio gli chiederà conto, ci parlerà lui. Ma il suo infinito "rispettare l'Ambiente" è una forma molto pura, sincera e alta di Onore! Sono stato vegetariano per 3-4 anni, ma poi ho capito che la faccenda fra me e l'amico animale che divoro è un fatto fra me e lui, e ho l'abitudine di ringraziarlo caldamente per ciò che mi dona. Sono gli allevamenti intensivi, disumani, farmacologici, industriali, il problema, non la Morte: chiunque conosca la Natura sa che non c'è una forma di Vita che non stia costantemente in guerra. Massacriamo milioni di batteri a ogni sbucciatura di ginocchio, e i nostri anticorpi fanno il mazzo ai microbi ogni giorno. Chi immagina la Natura come un Eden a misura di vegetariano, sta seguendo una sua idea, non una verità di fatto. La Natura non è burocratica, è fatta di Verità, di Franchezza Cosmica. E autentico Sentimento, quello che fa essere il Selvatico amico del Coccodrillo, e fa essere Sandokan la Tigre di Mompracem, anche se di fatto una ha dovuto anche vincerla in combattimento. Solo un burocrate va a rompere le palle a Ercole per il Leone Nemeo, o a Sandokan per la Tigre, e sempre burocrati sono coloro che uccidono forme di Vita in serie, per motivi squallidamente economici. Fra i burocrati che uccidono e i burocrati che difendono, il vero Selvatico sceglie la Via del Cuore.